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Babolat Pure Drive Tour

BABOLAT PURE DRIVE TOUR

La Babolat Pure Drive Tour è il rifugio ideale per chi ha nostalgia dei telai più pesanti: quei quindici grammi in più, rispetto alla versione classica, offrono più stabilità senza concedere troppo in termini di spinta.
Babolat Pure Drive Tour
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Redazione
1 marzo 2018

La Pure Drive è la racchetta più amata dagli italiani, come dimostrano i dati di mercato e i nostri Oscar annuali, dove riceve di gran lunga il maggior numero di preferenze da parte dei top negozianti specializzati d’Italia. Fra tutti i modelli, la classica da 300 grammi riveste il ruolo di regina. La grande versatilità della versione tradizionale ha sempre oscurato le sorelle minori, che pure hanno qualità per nulla trascurabili. Fra queste, la Team si fa particolarmente apprezzare da chi non regge ancora (o non regge più) i trecento grammi di peso, mentre la Tour è l’esatto opposto. Succede che gli agonisti abituati ai telai tradizionali, dai profili un po’ ridotti e soprattutto squadrati, avvertano difficoltà di controllo quando provano a passare ai telai tubolari, che offrono maggior potenza, più accesso alle rotazioni, ottimo comfort e manovrabilità, ma anche minor stabilità all’impatto, che si traduce in traiettorie meno sicure. Quando il match è equilibrato e il braccio comincia a viaggiare meno sicuro, ecco che si rischia di perdere controllo. E, di conseguenza, fiducia. Anche nell’attrezzo. In questo senso, le tubolari con un peso più consistente, aiutano a trovare un feeling più adatto alle esigenze dei giocatori agonisti. La Pure Drive Tour è l’esempio più calzante: quei quindici grammi in più, rispetto alla versione classica, offrono più stabilità senza concedere troppo in termini di spinta. Anzi, in realtà si riesce acolpire ancora più forte e soprattutto ad abbinare una corretta rotazione. L’ambo perfetto: potenza, spin, pesantezza di palla e sicurezza nel pestaggio. Tutto questo con un prezzo da pagare: la necessità di supportare i quindici grammi in più di peso, non esattamente un’inezia. In questo, è fondamentale un’autovalutazione onesta delle proprie capacità tecniche e soprattutto fisiche. Per questo ricordiamo di provare un telaio nelle condizioni peggiori, con palle e corde un po’ usurate, campi lenti, per almeno un paio d’ore consecutive, possibilmente su un campo in terra rossa all’aperto. E, aspetto significativo, durante un match lottato, per simulare perfettamente la situazione più estrema. Se si supera questo test, il resto delle condizioni saranno sicuramente migliorative. Se poi il feeling è quello ottimale ma ancora si ha qualche perplessità, verificate anche la scelta della corda: se col monofilo rimanete troppo corti col palleggio, provate a scendere di tensione (anche sotto i 20 kg, non è un azzardo) oppure a provare un ibrido tra monofilo e multifilo (o, ancor meglio, il budello naturale, anche nella versione Tonic di Babolat, un armeggio che presenta un calibro meno preciso ma consente di risparmiare abbastanza). In generale comunque, la linea Pure Drive è veramente ben studiata, com una serie di modelli che si completano, partendo da una base molto performante e declinandola con gli opportuni accorgimenti per accontentare un target di utenza davvero vario. Chapeau.

Babolat Pure Drive Tour

TEST LABORATORIO

LAB TEST
Dati del telaio incordato
Lunghezza: 68,5 cm
Ovale: 100 pollici
Rigidità: 71
Profilo: 23-26-23 mm
Peso: 332 grammi
Bilanciamento: 32,5 cm
Inerzia: 327
Incordatura: 16x19


La famiglia Pure Drive è abbastanza allargata: oltre alla tradizionale 300 grammi, c’è la versione oversize da 107 pollici di ovale, la Team dal peso contenuto per ragazzi e giocatori (e giocatrici) di club che non reggono i 300 grammi e, last but not least, il modello Tour, più pesante, più agonistico, per certi versi più performante. I grammi salgono a 332 (incordata), con un bilanciamento a 32,5 centimetri che consente di mantenere un’adeguata manovrabilità, l’ovale nei classici 100 pollici e un’attitudine alla spinta niente male (327 di inerzia). Il telaio è sempre piuttosto rigido, sopra la fatidica quota di 70 RA e lo schema di incordatura da 16x19, come ormai vuole la norma. In sostanza, immaginate una Pure Drive classica più cattiva, che esalta ancor di più le rotazioni, che offre maggior controllo e precisione nelle traiettorie. Quindi, perchè non tutti optano per questa versione? Semplice, perché quei quindici grammi in più si fanno sentire e per mantenere comfort di gioco, facilità di esecuzione e spinta nei colpi, bisogna avere un braccio capace di sostenere questo maggior peso. E farlo per tre set, con le palle mezze sgonfie, le corde un po’ usurate e sulla terra outdoor, cioè nelle condizioni in cui la palla viaggia meno. Perché se si riesce a manovrare con sufficiente agio, i vantaggi dati dalla maggior stabilità all’impatto sono indubbi (soprattutto nell’offrire maggior sicurezza in fase di spinta), ma in caso contrario si finirebbe col giocare corto e leggero, col faticare nei colpi di recupero e, in defìinitiva, nel voler tornare in fretta a usare il modello da 300 grammi.

A CHI LA CONSIGLIAMO
Al giocatore agonista che vuole sfruttare al massimo spinta e rotazioni, con una base più solida rispetto alla versione Pure Drive tradizionale. La stabilità offre maggior controllo delle traiettorie ma obbliga autilizzare maggior forza per ottenere profondità e una rotazione che faccia saltare a dovere la palla
LA CORDA IDEALE
Si presuppone che chi ha optato per la versione Tour sia un buon giocatore agonista che quindi può sfruttare le caratteristiche di una corda monofilamento, incordata a tensioni basse e a patto di cambiarla dopo 10-15 ore di gioco. Sempre valida l’alternativa dell’ibrido budello (o multifilo) e monofilo.

TEST IN CAMPO

LORENZO, 46 ANNI, CLASSIFICA 3.3
Bellissima per chi ama spingere con una forte rotazione in top spin: se il braccio asseconda, si riesce a giocare un tennis solido, con colpi pesanti. se il braccio riesce a spingere a do vere, appunto. Altrimenti si finisce col giocare troppo corti, a faticare in fase di recupero e, alla fine, a pensare che la Pure Drive tradizionale da 300 grammi offre vantaggi simili con minor fatica. Il servizio è una bomba.

PAOLO, 19 ANNI, CLASSIFICA 3.2
Una figata: con la 300 grammi spingo alla grande ma senza troppa sicurezza. Certo, il monofilo aiuta (anche nel top spin) ma comunque non sento di avere il controllo assoluto del colpo. La Tour è più stabile e riesco a menare con grande precisione, soprattutto la mia palla pesa di più: gli avversari confermano. Anche nel servizio e nel gioco al volo, la maggior stabilità mi fa essere più regolare.

GIANCARLO, 30 ANNI, CLASSIFICA 4.1
Sono un adepto delle 300x100, intesi come grammi e pollici. Tuttavia, essendo che fisicamente sono in buona forma, che il braccio è ben allenato e che il mio livello di gioco ta crescendo rapidamente, con la Tour ho notato che i miei colpi fanno più male. Non gioco più colpi vincenti, ma i miei avversari sbagliano di più perché la palla che arriva è pesante da gestire. Ho anche ridotto gli errori, anche se in fase difensiva è meno maneggevole.

Babolat Pure Drive Tour